La metodologia didattica di otolab

(for the moment only in italian)

Ho preparato questo testo sulla didattica di otolab per la nuova serie di corsi che stiamo organizzando, visto che da quest’anno abbiamo deciso di intensificare e strutturare l’attività didattica. Questo testo cerca di fare un po’ il punto su quello che abbiamo fatto finora. Manca completamente ogni menzione a Digicult, che da quest’anno collabora con noi nel modulo teorico. Per quello, dovrete aspettare la (imminente) release delle nuove guide alla didattica, con moduli, programmi etc.

students @ MUV workshop 2009

projection on the grass- test- otolab summer school 2008

Dopo alcuni anni dedicati esclusivamente alla pratica artistica, nel 2005 otolab ha iniziato a portare avanti la didattica della performance audiovisiva in un percorso che nel tempo si e’ fatto sempre piu’ serrato ed articolato.

Ai corsi semestrali presso la NABA di Milano si sono affiancate le Summer School, le Winter School, i workshop speciali su invito dei festival di arte elettronica ed altre esperienze didattiche semestrali (come il primo semestre 2009 presso la LABA di Brescia).

otolab workshop @ MUV festoval 2009

projection on the grass - test - otolab summer school 2008

Le Summer School sono dei ritiri della durata di una settimana con un numero estremamente limitato di studenti, nei quali la realizzazione delle performance dei partecipanti e’ intervallata da dimostrazioni laboratoristi di soluzioni tecniche e metodologiche adottate dal collettivo e da screening selezionati di materiale proveniente dai migliori festival e collettivi artistici.

Le Winter School sono organizzate a moduli intensivi (Teorico-metodologico, Video, Audio, Pratico-Realizzativo) della durata di un fine settimana ciascuno, e sono concepite in modo da fornire strumenti teorici e pratici che permettono ai partecipanti di concepire, allestire ed organizzare una propria performance audiovisiva.

I workshop ad hoc vengono commissionati da soggetti come l’ISIA di Urbino e il MUV Festival di Firenze. Sono solitamente progettati come approfondimenti di gruppo di performance in elaborazione all’interno del collettivo, che vengono “aperte” e messe in gioco attraverso l’attivita’ laboratoriale.

students @ otolab summer school 2007

students @ otolab summer school 2007

Allo stesso tempo, diversi membri del collettivo hanno iniziato (o continuato) carriere didattiche in varie istituzioni tra le quali l’Universita’ degli Studi di Milano, l’Universita’ degli Studi di Milano Bicocca, l’Istituto Europeo di Design, il Politecnico di Milano, il Conservatorio di Bolzano, il Centro Bauer di Milano.

La didattica di otolab, cosi’ come la sua pratica artistica, e’ centrata sullo stretto rapporto tra metodologia e performance.

L’obiettivo chiave dei corsi e’ quello di sviluppare negli studenti una forte consapevolezza delle scelte progettuali, siano essere orientate al concept, allo sviluppo della narrazione, all’uso dei software, all’allestimento o all’esecuzione. L’impostazione teorica tende ad essere molto rigorosa, dando molta importanza allo sviluppo della sinestesia audiovisiva nel corso della storia.

test _ wall projection @ otolab summer school 2008

audio laboratory @ otolab summer school 2008

hardware laboratory @ otolab summer school 2007

Lo studio dei software  e’ fondamentale e viene declinato non come un’approccio generalista a piattaforme estremamente complesse, ma come un’approfondimento verticale sulla filosofia progettuale necessaria ad ottenere il meglio inuna performance audiovisiva.

Prevalentemente i corsi si articolano attorno ad Ableton Live per l’audio ed Isadora Troikatronix per il video, ma hanno anche affrontato tecnologie molto diverse.

brain storming round table @ otolab summer school 2007

performance structure

Il prodotto finale e’ una prima versione di una performance audiovisiva il piu’ completa possibile, con la quale gli studenti si devono confrontare da ogni punto di vista progettuale possibile.

Coerentemente con la teoria e la pratica di otolab, e’ fortemente incoraggiata l’attivita’ di gruppo: spesso, solo il confronto con persone con background artistici e biografici diversi e’ in grado di lavorare sulla complessita’ richiesta dalle performance audiovisive, una pratica artistica nella quale l’interdisciplinarieta’ e’ uno degli elementi chiave.

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