Materializzazioni. Quando i dati prendono forma nel mondo fisico

 

Dopo il 2011 la portata del cambiamento introdotto dal Web 2.0 e dai social network è ormai accettata dall’opinione pubblica. Per non farsi trovare impreparati da quello che verrà dopo occorre confrontarsi con un dato di fatto: la rivoluzione industriale basata sull’informazione non è al suo punto di massima espansione. Anzi, è appena cominciata. Quando si parla di informatica si pensa soprattutto all’impalpabile, a nubi di dati che si spostano per il mondo comparendo sugli schermi. L’e-book è l’alfiere di questa visione, perché porta con sé immagini di scaffali dai quali scompaiono i libri e di hard-disk nei quali si moltiplicano i file. In effetti, dobbiamo prepararci alla scomparsa, o almeno alla riduzione, di supporti che abbiamo sempre dato per scontati. Questo non deve però farci sottovalutare una tendenza di natura opposta che si sta già realizzando: la materializzazione delle informazioni nel mondo fisico.

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One thought on “Materializzazioni. Quando i dati prendono forma nel mondo fisico”

  1. Questo commento lo lascio per Alessandro, che ha postato sotto l’artcolo originale. Per qualche strano motivo, il filtro antispam di doppiozero mi dice che il mio commento è pieno di “profanities”. Non mi pare. ma l’importante è rispondere a Alessandro : )

    Ciao Alessandro,
    piacere di leggerti qui! Verissimo che gli esempi portati qui non sono i più aggiornati, ma l’articolo è inteso come divulgativo per un pubblico non specialista.
    RFID e QRcode non sono la tecnologia di punta, ma sono un buon aggancio per spiegare che l materializzazione dei dati (e la digitalizzazione del materiale) sono un fenomeno già abbondantemente avviato.
    Sulla IoT avevo segnato un po’ di link come appunri per una lezione alla NABA (https://b3rtramni3ss3n.wordpress.com/2012/02/22/iot_naba/ ) e un intervento a Polare Network ( https://b3rtramni3ss3n.wordpress.com/2012/02/22/internetofthings/ ) – sono esempi che sicuramente già conosci ma che forse possono tornare utili ai lettori.
    I temi aperti sono molti – diciamo tutti.
    Martedì 27/3 c’è stato un incontro interssante a Milano a @pianoterralab , il nuovo spazio occupato all’Isola https://b3rtramni3ss3n.wordpress.com/2012/03/24/3d_printing_makers_and_social_change/ .

    Johan Söderberg ha fatto un quadro generale dei possibili problemi connessi allo sviluppo del making. In una prospettiva assolutamente non tecnofoba (è molto connesso alla comunità maker) ha evidenziato come l’introduzione di una stampante 3d “in ogni casa” possa portare ad alcune similitudini con il lavoro a cottimo del protocapitalismo, e che quindi c’è bisogno di problematizzare la qurestione anche da un punto di vista sociale. Non si tratta di tirare il freno, ma di capire bene quali sono gli sviluppi possibili e quali sono le iniziative necessarie per mantenere il rapporto con la manifattura digitale uno strumento di liberazione individuale e collettiva. Non è un tema da ridere : )
    A presto
    un abbraccio

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