Glancee – la startup italiana di georeferenziazione comprata da Facebook

Sedicesimo incontro su Internet e Innovazione con Jalla!Jalla!Popolare Network. Oggi ho parlato di Glancee.

La settimana scorsa, per una fortunata coincidenza, ho assistito ad un incontro tra Alberto Tretti ed alcuni membri della comunità degli startuppers tecnologici milanesi organizzato da Avanzi.

Tretti è stato uno dei cofondatori di Glancee, la cui storia è interessante da raccontare per due motivi. Innanzitutto perché si tratta di una piccolissima startup – composta prevalentemente da italiani espatriati negli USA per motivi di studio e di lavoro – che è stata recentemente comprata da Facebook. Gli elementi della storia raccontata da Tretti sono emblematici della realtà (ma, cosa altrettanto interessante per un sociologo, anche della mitologia) delle startup tecnologiche di successo negli Stati Uniti. Un gruppo di giovani informatici di taento decide di investire tutto quello che ha in un’idea innovativa; per un lungo periodo ha come ufficio gli Starbucks, che offrono connessione gratuita; dorme nei sottoscala ed a casa di amici; tutte le porte gli si chiudono in faccia perché “non sono ancora nessuno”; poi, quando tutto sembra perduto, TechCrunch (il blog di riferimento della Sylicon Valley) pubblica un articolo su di loro ed è boom. Nel giro di pochissimi mesi divengono “di Hottest StartUp of the Year”, fino ad essere acquisiti da Facebook. Come ha scritto TechCrunch di recente, “il morale della storia è che Facebook non si farà crescere sotto il naso un’altra Instagram”.

Un secondo elemento molto interessante è il servizio che offriva Glancee (scrivo al passato perché, una volta acquisita, l’azienda è stata “congelata”, anche se vedremo alcune delle sue applicazioni all’interno del Facebook del futuro): la possibilità di scoprire se nello spazio fisico intorno a sé c’erano altri utenti che condivididevano con noi interessi, hobby o passioni, ed eventualmente entrare in contatto con loro. Come scritto su un articolo uscito proprio oggi sul Guardian, Glancee fa parte di una nuova ondata di servizi web che si basano sulla materializzazione dei dati (di questo ho scritto anche qualche tempo fa su doppiozero): il prossimo passo nello sviluppo della società dell’informazione.

Qua i post delle puntate precedenti [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12][13][14][15]

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